Lavoro agricolo, Usb: la lotta dei braccianti sta attraversando l’Italia, oltre 200 manifestano a Cuneo

Torino -

Oltre 200 braccianti di Saluzzo, insieme a numerosi altri lavoratori, hanno incrociato le braccia il 21 luglio, manifestando per le vie di Cuneo. Sono lavoratori indispensabili per l’economia agricola del cuneese, che genera miliardi di profitti. La GDO (Grande Distribuzione Organizzata), che impone al settore di tenere bassi i costi del lavoro e dei prezzi, ha contribuito a aggravare le già pesanti condizioni di vita dei braccianti.


Sono infatti costretti da mesi a dormire per strada, senza acqua né elettricità, nell’area del Foro Boario. La loro attività interessa  molti comuni della provincia di Cuneo: Revello, Lagnasco, Verzuolo, Costigliole, Castellar, Monasterollo, Villafalletto, Scaranafigi, Saluzzo. Considerata la disponibilità di lavoratori, i padroni ne approfittano per abbassare la paga oraria e ridurre le tutele previste dai contratti.


C'è chi si ostina a chiamarci "migranti" con l'evidente scopo di non rispettare i diritti sindacali, previdenziali e sociali. Abbiamo chiesto ed ottenuto dal prefetto la convocazione di un tavolo con la partecipazione delle associazioni datoriali, della Regione Piemonte, dei comuni interessati del cuneese, i rappresentanti sindacali dei lavoratori agricoli, i consorzi, le aziende, gli assessori all’immigrazione, all’integrazione, del lavoro e delle politiche sociali.


E’ fondamentale per noi parlare con le aziende, in particolar modo quelle che ricevono una dotazione finanziaria pari a un miliardo di euro per il Piano di sviluppo rurale del Piemonte 2014-2020. Sono soldi che dovrebbero servire anche per l’inclusione sociale, ed è inconcepibile non riuscire a risolvere il problema abitativo dei braccianti, di cui duecento senza un tetto sulla testa, senza acqua, docce e il necessario per condurre una vita dignitosa.



#Primaglisfruttati SCHIAVI MAI

Coordinamento lavoratori agricoli USB

 

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