DAL CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI ALLE PENSIONI A TUTELE DECRESCENTI

IL BLOCCO DELL'ADEGUAMENTO DELLE PENSIONI AL COSTO DELLA VITA È STATO DICHIARATO INCOSTITUZIONALE.

Novara -

La sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il blocco della perequazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo, stiamo parlando di pensioni che superano i 1443 euro lordi mensili, circa 1.100 euro netti mensili, dimostra come l'assedio alla spesa pensionistica, che governo e UE portano avanti, si concede vere  e proprie incursioni con tagli parziali per ora, e solo per ora, agli assegni dei pensionati.

Questo vuole dire che, dal 2012, ai pensionati che percepivano più di 1.445 euro lordi sono stati negati (per decisione dei governi Monti, Letta e Renzi) gli aumenti dei quali avevano diritto. 

Siamo alla rapina che si materializza oltre che con l'allungamento dell'età pensionabile, il calcolo contributivo, il sequestro del tfs, la tassazione superiore agli equivalenti redditi da lavoro, anche con la negazione della perequazione.

La spesa prevedibile che può arrivare anche a 10 miliardi per il rimborso di quanto dovuto per gli anni 2012 - 2013, a cui si aggiunge l'effetto trascinamento negli anni a seguire, può diventare la giustificazione per ulteriori manovre restrittive sulle pensioni. Basta ricordare che la sentenza era pronta per il 10 marzo, è stata depositata il 30 aprile, mentre nello stesso periodo il presidente Inps, Boeri, illustrava la sua teoria sul ricalcolo contributivo di tutte le pensioni in essere per poter tassare la differenza evidenziata con tale metodo rispetto al calcolo retributivo.

Noi chiediamo che i soldi che sono stati tolti ai pensionati vengano restituiti immediatamente.

Si cerchino le risorse nelle grandi ricchezze, nella corruzione, nell'evasione fiscale, nei miliardi che servono per comperare i cacciabombardieri F35 e si restituiscano subito i soldi rubati ai pensionati. Soldi che corrispondono ai contributi che sono stati pagati da loro e dai lavoratori.

 Noi chiediamo che tutta la legge Fornero venga cancellata.

È incredibile che in un paese come l'Italia dove si è creata disoccupazione permettendo e favorendo le delocalizzazioni selvagge e la chiusura di fabbriche senza motivi validi, si debba andare in pensione sempre più tardi. Lavorare fino a 67 anni e oltre, dopo oltre 42 anni di contributi, è inammissibile mentre oltre il 43% dei giovani è costretto alla disoccupazione.

 

Si devono subito ripristinare i diritti dei pensionati e dei lavoratori.

 

E' IMPORTANTE VIGILARE e USB di Novara invita da subito ad organizzarsi per  la RICHIESTA DEL RIMBORSO e ad una MOBILITAZIONE contro operazioni tese ad ulteriori tagli e negazione di DIRITTI.

Coordinamento Provinciale USB Novara