AS.I.A. USB TORINO - PER UN PIANO REGOLATORE CHE RISPETTI IL DIRITTO ALL’ABITARE
Nella città di Torino, dove la crisi abitativa sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, a causa dell’assenza di un vero piano di edilizia residenziale pubblica da oltre 35 anni e del progressivo degrado degli immobili destinati all’edilizia popolare o utilizzati per residenze temporanee e transitorie, riteniamo indispensabile un Piano Regolatore Generale capace di fornire risposte concrete all’EMERGENZA ABITATIVA!
Una lettura attenta del nuovo Piano Regolatore elaborato dall’attuale Giunta Comunale, che intende approvare la versione definitiva entro la primavera del 2027, suscita più di una perplessità. Preoccupa in particolare la fretta con cui si sta procedendo alla sua elaborazione, una fretta che sembra rispondere più a esigenze propagandistiche, in vista delle elezioni comunali del 2027, che alla necessità di costruire uno strumento realmente efficace per affrontare le criticità della città.
Torino e la sua area metropolitana registrano, negli ultimi dieci anni, un aumento dei canoni di locazione pari all’85%, un incremento del 50% degli affitti brevi e una situazione di forte degrado che interessa una parte significativa del patrimonio di edilizia pubblica. A ciò si aggiunge il dato delle circa 70.000 abitazioni attualmente sfitte. Di fronte a questo scenario, AS.I.A. ritiene che il nuovo Piano Regolatore richieda un livello di attenzione e approfondimento ben maggiore rispetto a quello mostrato finora.
Queste considerazioni sono contenute nelle osservazioni che abbiamo presentato alla Regione Piemonte entro il termine del 22 maggio. Un termine estremamente ristretto, che ha lasciato ai soggetti interessati appena sessanta giorni per analizzare un documento di tale rilevanza e formulare le proprie osservazioni, a partire dalla data della sua approvazione in Consiglio Regionale.
Nelle nostre osservazioni chiediamo che vengano adottate scelte coraggiose e concrete per incentivare la messa a disposizione di unità abitative residenziali, prevedendo anche misure che penalizzino gli enti pubblici e i grandi proprietari privati che mantengono inutilizzato il patrimonio immobiliare senza contribuire alla soluzione dell’emergenza abitativa.
Un ulteriore elemento da noi evidenziato riguarda la necessità che il nuovo Piano Regolatore venga elaborato attraverso un reale percorso di confronto e partecipazione e che tenga conto dei contenuti del Piano Casa attualmente in discussione in Parlamento. È fondamentale che il Piano Regolatore possa incidere, per quanto possibile, sulla definizione di strumenti e risorse realmente in grado di affrontare l’emergenza abitativa che interessa Torino e l’intero Paese.
Non vorremmo che il nuovo Piano Regolatore di Torino si trasformasse in una scatola vuota di fronte a un Piano Casa nazionale che, da una prima lettura, sembra limitarsi principalmente a facilitare gli sfratti, senza affrontare le vere cause della crisi abitativa e senza offrire risposte adeguate alle migliaia di persone che vivono una condizione di disagio abitativo.
AS.I.A. USB TORINO