BUONE NOTIZIE PER I LAVORATORI DE "IL TORRIONE"

Torino -

 

Attraverso proteste, presidi in Prefettura e altre manifestazioni di cui ci siamo già occupati, la lotta dei lavoratori de “Il Torrione” sembra approdare a qualche risultato: dopo essere stati convocati in comune – il 23 ottobre – da Roberto Salerno e Giuseppe Lonero (si veda, più sotto, l’articolo a firma ALE.MON. ripreso da LA STAMPA del 24 ottobre), con lettera del 24 ottobre la ditta ha comunicato loro di aver messo in pagamento le mensilità relative ai mesi di luglio e agosto, nonché parte della quattordicesima spettante. La ditta che subentrerà a IL TORRIONE dovrà assumerli alle effettive condizioni previste dal contratto vigente.

 

CONTENZIOSO TRA PREFETTURA E “IL TORRIONE”

La guerra delle pulizie approda in Comune.

Protestano i lavoratori.

 

La nuova società assorbirà i 150 dipendenti senza impiego

 

Avevano giá protestato durante l'inaugurazione delmetró a Porta Nuova, guastando la festa a RomanoProdi. leri sono tomati a farsi sentire: questa volta in Comune, convocati da RobertoSalerno e Giuseppe Lonero(LaDestra).

Sono i 160 dipendenti della societá «Il Torrione srl»,l'impresa che si era aggiudicata l'appalto per il serviziodi pulizia negli uffici dei Carabinieri e della Polizia diStato. «Societá costretta allarisoluzione contrattuale pervia degli omessi e/o ritardatipagamenti delle fatture daparte della Prefettura», spiega Lonero, che calcola il corrispettivo in 500 mila euro einvita il Comune a farsi carico della situazione. Questoperché, in aggiunta agli stipendi arretrati, «la crisi di liquiditá legata al ritardato pagamento ha costretto la societá a licenziare tutti i 150dipendenti».

Accusa che la Prefetturasmentisce. Stando alla versione di piazza Castello, la risoluzione del contratto sarebbestata chiesta proprio dalla Prefettura, con tanto di danni, afronte dei «gravi disservizi»seguiti all'aggiudicazione dell'appalto (vinto dalla societácon forti ribassi). «I problemisono iniziati subito dopo - spiega Giuseppe Zarcone, dirigente della Ragioneria -. «Abbiamo ricevuto valanghe di contestazioni. La societá non hanemmeno dimostrato di averversato i contributi previdenziali ai dipendenti, impedendoci di pagare le fatture. Cosache peraltro alcuni sindacati, iprimi a rallegrarsi dell'allontanamento della ditta, ci avevano diffidato dal fare».

E l'impresa? «Affermazionitendenziose - replica l'awocato Danilo Totaro -. Primo: siamo stati a noi a chiedere la risoluzione del contratto. Secondo: abbiamo sempre versato i contributi. Terzo: da quando é partito il contratto la Prefettura non ha pagato una fattura. Quarto: nonostante i presunti disservizi, non ci ha maiapplicato penalitá. Abbiamogiá citato la controparte perdanni, chiedendo il versamento della somma che ci spetta:960 mila euro».

La ditta che ora subentra assorbirá i dipendenti lasciati aspasso. Per loro é l'unica buona notizia.        

 

 [ALE.MON.]

 

                                                                                                                             

                                                                                                                           

 

 

 

 

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