LA SINDROME DI PONZIO PILATO CONTINUA

Torino -

La scrivente O.S ritiene doveroso informare che è trascorso un anno dal 30° Torino Film Festival, un'edizione in cui il maestro Ken Loach ha rifiutato l'attribuzione del Gran Premio alla Carriera e si è schierato a fianco della lotta dei lavoratori della cooperativa REAR, che da anni lamentano l'applicazione di un contratto ingiusto, nonché a favore del lavoratore Federico Altieri che insieme ad altri è stato licenziato illegittimamente dalla stessa cooperativa, divenendone poi simbolo della protesta.

In questo anno si sono succedute una serie di promesse finora tutte cadute nel vuoto:  l'amministrazione comunale in persona del sindaco Fassino ha preso impegno di far riavere il lavoro ad Altieri, dandone promessa anche al regista Ettore Scola, il quale ha lasciato in custodia il premio a lui attribuito dal TFF proprio allo stesso Sindaco Fassino, con l'impegno di “passare a riprenderselo entro un anno se la situazione dei lavoratori fosse stata regolarizzata e se i lavoratori ingiustamente licenziati fossero stati riassunti”; le amministrazioni regionali e comunali, la Fondazione Museo del Cinema si sono espresse a favore di un impegno a regolarizzare i contratti negli appalti e a far rispettare le regole previste nei capitolati d'appalto, esercitando la funzione di vigilanza che la legge gli riserva.

Ebbene, a distanza di pochi giorni dall'apertura del 31° TFF, dobbiamo purtroppo constatare che Federico Altieri non ha riavuto il suo posto di lavoro, i contratti applicati nel Museo del Cinema sono ancora gli stessi dichiarati incostituzionali da varie sentenze del Tribunale, e il premio attribuito al regista Ettore Scola è ancora sulla scrivania di Fassino e probabilmente lì rimarrà, perchè a distanza di un anno, tolte le vuote parole d'impegno, la situazione dei lavoratori in appalto è rimasta la medesima.

 

Anzi, giova ricordare i seguenti fatti di cronaca:

 

Ad aprile 2013 la Cooperativa R.E.A.R. ed il Museo del Cinema vengono condannate in solido(il Museo resta contumace) con riguardo dei differenziali salariali nelle buste paga (Sentenza Tribunale di Torino Sezione Lavoro Giudice Cirvilleri del 2/04/2013)

IL Ministero del Lavoro conclude gli accertamenti sulla Coop R.E.A.R. e con diffida accertativa (luglio 2013) riconosce ai lavoratori oggetto di accertamento differenze retributive non corrisposte da parte della Rear negli anni 2008, 2009, 2010.

Il “salario della paura” (non ci riferiamo al bel film restaurato e accolto da Alberto Barbera a Venezia2013) è stato percepito dai lavoratori indossandola giacca rossa e la spilla o il badge del Museo Nazionale del Cinema. Quando iniziano i licenziamenti illegittimi da parte di Rear, scompaiono i badge del Museo del Cinema e compaiono sulle divise dei lavoratori quelli della Coop Rear.

 

Ravvisiamo dunque la necessità di portare nuovamente la protesta in casa del TFF e chiediamo la solidarietà del pubblico e dei protagonisti del TFF, perchè non bastano finti proclami a stabilire il rispetto dei diritti dei lavoratori.

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