La sostanza delle lotte di classe (Il caso Rear a Torino) - E.Miccoli - Usb Torino

Torino -

Quando Federico Altieri, giovane lavoratore del Museo del Cinema di Torino venne ingiustamente licenziato per aver protestato verso alcune decisioni aziendali della Cooperativa Rear, Ettore Scola fu, insieme a Ken Loach, il grande maestro del cinema che scelse, con una coerenza e un'umanità che lasciò il segno nel cuore dei compagni torinesi, di schierarsi a fianco della lotta dei lavoratori e non a fianco dell'ipocrita establishment del mondo della “cultura torinese” (che eppure vedeva all'interno tanti suoi “colleghi”, tra cui quel Gianni Amelio che invece voltò le spalle alle ragioni dei lavoratori per prestare il fianco al sindaco Fassino).

Ken Loach non si recò neanche alla cerimonia del Torino Film Festival che avrebbe dovuto premiarlo come regista dell'anno e scelse di venire a Torino per incontrare i lavoratori in lotta in un'assemblea organizzata dall'Usb, che gremì la sala del cinema Ambrosio il 6 dicembre 2012. Un momento che noi lavoratori abbiamo vissuto come un confronto tra compagni in lotta, un'occasione di lotta ed organizzazione “alta” e non certo di “mero spettacolo”, come la stampa mainstream ha invece voluto veicolare nei media, per via della sua costante tendenza alla spettacolarizzazione e all'individualizzazione di ogni grande questione sociale.

Loach ha parlato come un compagno tra compagni, ha parlato di come per la classe lavoratrice sia complesso quanto necessario organizzare il movimento di lotta contro lo sfruttamento della classe padronale in Italia come altrove. Di tutto questo la stampa “di regime” ha ovviamente taciuto e di tutto questo la stessa ne ha fornito l'ennesimo scoop individualistico. Ma il licenziamento di Federico Altieri (RSA Usb al Museo del Cinema) non è un caso isolato, è uno dei casi di ingiustizia sociale e di sfruttamento che noi conosciamo bene: il suo licenziamento è il licenziamento di tutti noi (nello stesso periodo tanti altri compagni dell'Usb e non solo sono stati licenziati e ciò avviene sempre di più).

E la cooperativa REAR che ha fatto questo indegno (e dichiarato illegittimo dal Tribunale) licenziamento, una cooperativa il cui ex Presidente Mauro Laus è un uomo di punta (e attuale Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte) del PD, non è un caso singolo ma una delle tante che costituiscono il sistema delle cooperative in Italia: è un sistema.

Questo Ken Loach ha detto quando parlava di sfruttamento dei lavoratori da parte del sistema capitalistico di cui la Torino del Museo del Cinema fa parte. Ettore Scola (allora già 80enne) non venne all'Assemblea ma si recò, qualche giorno prima, nella sede torinese di Usb e volle incontrare Federico e i compagni torinesi: dichiarò loro la sua solidarietà e lo fece, restituendo a Fassino il premio che costui gli aveva appena consegnato, perchè Scola non poteva tollerare una tale ingiustizia. Fassino gli promise che “si sarebbe sistemato tutto” e Scola rispose che in tal caso sarebbe ritornato a riprendersi il premio. Il premio è ancora lì.

In questo modo i compagni torinesi dell'Usb (e non solo) ricordano il maestro Ettore Scola e ringraziano ancora oggi Ken Loach, come un compagno tra i compagni che ci ha ricordato che la sostanza delle lotte è l'emancipazione della classe e non la “fortuna” di un singolo.

A seguire vogliamo riportare le parole che Federico Altieri ha voluto scrivere in ricordo di Ettore Scola.

 

Ricordando il gesto di un Grande Uomo.

“Il sindaco deve intervenire, perché la situazione dei lavoratori del Museo del Cinema non è accettabile, come non lo sono i licenziamenti da parte della Rear. La cultura non si può reggere su appalti esterni” La stampa 1/12/2012

Uscendo dalla sede dell’Usb di Torino furono queste le parole di Ettore Scola ai giornalisti, al di là delle pretese polemiche. Aveva incontrato i lavoratori licenziati al Museo del cinema dalla Coop Rear. Eravamo stati licenziati in 5, lottavamo per una retribuzione dignitosa in quel della Mole Antonelliana. Fu un anno tragico per me. Licenziato, mio padre era morto da poco più di un mese ero veramente a pezzi e l’incontro con Scola fu una grande emozione. Prima d’incontrarlo mi giravano per la mente, in automatico, alcuni nomi: Manfredi, Mastroianni, Loren, Gassman, la storia del Cinema Italiano famoso nel mondo. Ascoltò pazientemente le nostre vicissitudini e si annotò i nomi dei lavoratori licenziati per darli a Fassino. Scola, a differenza di Loach era più “vicino” a Fassino e a “quei politici”, del resto Diego Novelli era stato anche cosceneggiatore del film di Scola Trevico-Torino quando Fassino portava ancora le braghette corte o poco più ed era iscritto al PCI. Fu quindi per me una grande sorpresa quando, -live-, sul palco della serata finale del TFF 2012, Scola, di fronte alle autorità, riconsegnò il premio a Fassino, con la promessa di venire a ritirarlo una volta riassunti i lavoratori. Che grande gesto. Il rammarico è che i politici di oggi (di oggi?) e certi uomini di cultura non possono più permettersi di premiare alcuni artisti, quelli con la “A” maiuscola (possono premiare forse quelli con la “a” minuscola o forse bisognerà saltare una generazione). Il premio di Scola rimane dunque sulla scrivania del Sindaco di Torino, l’attuale, e per i futuri sindaci, come monito. Coniugare i termini Lavoro e Dignità diventa sempre più difficile e raro, quando questo avviene colpisce sempre. Onore quindi ad un gesto esemplare di un Grande Uomo che è stato anche grande Artista.

Federico Altieri

 

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