L’INPS vuole smantellare la sede provinciale di Torino: il 2 marzo USB in piazza a difesa dei servizi pubblici

Torino -

Appuntamento alle ore 9:30 in via XX Settembre 34 a Torino

Continuerà a chiamarsi Direzione provinciale di Torino o Sede di Torino Centro ma a fine anno l’INPS lascerà gli storici locali di Via XX Settembre 34 e gli uffici saranno smembrati in quattro diversi stabili di proprietà dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. L’Agenzia Flussi sarà trasferita a Lingotto, l’Agenzia Prestazioni e Servizi individuali a Collegno, i Fondi speciali e il Credito e Welfare a San Paolo, mentre gli uffici di Direzione e il Servizio informazioni saranno collocati nello stabile di Corso Vittorio Emanuele II, attualmente inutilizzato e per il quale sono necessari lavori di rifacimento.

Uno spezzatino proposto congiuntamente dal Direttore regionale Piemonte e dal Direttore provinciale di Torino lo scorso 1° febbraio in una riunione con i sindacati territoriali, in risposta alla necessità di restituire i locali di Via XX Settembre alla proprietà, che pare voglia farne una struttura alberghiera. Prima delle disastrose politiche di finanza creativa avviate da Tremonti alla fine del 2004 e proseguite fino ai giorni nostri, con la cessione del patrimonio immobiliare pubblico ad uso istituzionale ai fondi immobiliari privati, il palazzo di Via XX Settembre era di proprietà dell’INPS. In questi anni l’ente di previdenza ha continuato ad utilizzare gli stessi locali pagando un cospicuo affitto (parrebbe di 2 milioni di euro all’anno), prima al FIP (fondo immobili pubblici) e successivamente all’attuale proprietà, rappresentata dalla società immobiliare Panni S.r.l., impegnandosi a bonificare il palazzo dall’amianto, lavori che non sono mai stati effettuati e per i quali la proprietà, all’atto della riconsegna dello stabile, pretende un indennizzo a titolo risarcitorio che sembrerebbe pari a due anni di canone di affitto. Così l’INPS, invece di effettuare i lavori finché ha utilizzato lo stabile, mettendo in sicurezza i propri dipendenti, pagherà la bonifica alla proprietà al momento di riconsegnare i locali. Complimenti! Le dismissioni e le cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare pubblico hanno rappresentato un affare per la speculazione immobiliare e solo momentaneamente sono servite a fare cassa per le finanze pubbliche, poiché spesso è stato calcolato che con alcuni anni di affitto le amministrazioni pubbliche hanno restituito ai privati quanto incassato dallo Stato all’atto della vendita. Una scelta antieconomica che ha depredato le riserve degli enti pubblici, accumulate con le risorse delle entrate contributive dei lavoratori iscritti alle casse previdenziali e assicurative.

Il Direttore regionale INPS del Piemonte, Emanuela Zambataro, non è nuova a questi interventi di riorganizzazione territoriale e di smembramento delle sedi. Quando era Direttore provinciale di Bologna ha attuato lo stesso spezzatino che ora vorrebbe imporre a Torino, rifiutandosi peraltro di prendere in considerazione le esigenze del personale rispetto alla dislocazione nei diversi stabili. In tutto questo anche il servizio ne risentirà, perché i lavoratori saranno costretti a spostarsi di sede per effettuare i turni di sportello e gli utenti non sempre riusciranno ad avere risposte adeguate, visto che le postazioni del servizio informazioni saranno accentrate in uno stabile diverso da quelli dove saranno collocati gli uffici. Insomma, un pastrocchio che guarda solo alla razionalizzazione degli spazi e della spesa e non certo alla qualità del servizio, oltre a non porsi la prospettiva di un incremento del personale per le sedi dell’area torinese. Se oggi ci sono spazi inutilizzati nelle attuali Agenzie territoriali è perché c’è una generale situazione di carenza d’organico, che dovrebbe essere colmata con nuove assunzioni.

USB ha respinto il piano di riorganizzazione logistica proposto dall’INPS e per il 2 marzo ha convocato un presidio davanti alla sede di Via XX Settembre n.34 a Torino, a partire dalle ore 9:30, per rivendicare il mantenimento della Direzione provinciale in un unico stabile, anche diverso da quello attualmente utilizzato. Alla protesta parteciperanno anche i delegati nazionali della USB Pubblico Impiego INPS e per l’occasione è stato chiesto un incontro al Direttore regionale, alla quale sarà proposto d’interessare le istituzioni territoriali per il reperimento di uno stabile di proprietà pubblica dove collocare tutti gli uffici di Torino Centro, o di trovare in ogni caso soluzioni alternative al piano presentato per garantire il mantenimento della Sede provinciale in un unico edificio.

USB Pubblico Impiego INPS

Federazione USB Piemonte

28 febbraio 2022

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