Sì, al nuovo Ospedale di Novara. NO, ad ogni costo!!!

Raccolta firme!!!

Novara -

E’ ormai chiaro come le modalità di finanziamento del nuovo ospedale di Novara compromettano i bilanci della sanità piemontese.  Il Partenariato Pubblico Privato con interessi superiori all’8% e un canone annuo di 23 milioni  porterà a un aggravio di costi di più di 200 milioni, per un totale di 435 milioni  che ricadranno sulle casse dell'Azienda ospedaliera novarese e sul fondo sanitario della Regione Piemonte per i prossimi 18 anni, mentre una scelta alternativa di finanziamento pubblico con un tasso annuo del 2,5%, era possibile e concretamente praticabile.

 

Questa scelta sottrae risorse alle reali necessità e urgenze della sanità regionale: prevenzione,  presidi sanitari territoriali, sblocco delle assunzioni di medici, infermieri e dei medici di famiglia, liste di attesa, piano delle cronicità,  congestionamento dei pronto soccorso, morti e infortuni sul lavoro,  ricerca e formazione.

 

Mentre ribadiamo la nostra opposizione al partenariato pubblico-privato     chiediamo alle forze politiche della Regione di riconsiderare questa scelta di finanziamento del nuovo ospedale prima che sia troppo tardi;inoltre lavoriamo  per la costruzione di un Tavolo Tecnico di Monitoraggio che affronti i problemi relativi alla costruzione del Nuovo Ospedale, alla gestione dei Servizi, ai bilanci dei consumi energetici, ai problemi della mobilità, alla destinazione d’uso del vecchio Ospedale e alla valorizzazione del suo patrimonio storico dei fabbricati e delle cascine.

Sempre più,  tutti i governi, in particolare negli ultimi anni, hanno  tagliato i  finanziamenti pubblici, introdotto i ticket e favorito  la crescita delle privatizzazioni aumentando così i costi e le diseguaglianze sociali e di salute. Contemporaneamente politiche statali di defiscalizzazione hanno agevolano l’espansione dell’offerta di servizi e di coperture sanitarie assicurative private, sempre più inserite nei contratti di lavoro favorendo  una sanità privatizzata per il profitto di pochi. (industrie farmaceutiche e delle apparecchiature sanitarie,  grandi gruppi di cliniche e case di riposo private, compagnie assicurative, che fanno profitti con i nostri soldi).                                                          

Un Servizio Sanitario Nazionale pubblico, come dimostrano tutti gli studi comparativi internazionali, è invece meno caro e tutela tutta la popolazione.

In Piemonte la Sanità è rientrata dai deficit pregressi  attraverso la riduzione dei servizi, la chiusura di ospedali. Si sono ridotte le risorse per la prevenzione: servizi territoriali, assistenza ai soggetti deboli. Poco si fa per la Prevenzione Primaria,  contro l’inquinamento ambientale, per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro e oggi si propone  addirittura di privatizzare i pronto soccorso. Oltre ai problemi legati alle liste di attesa, alla cronicità e al pronto soccorso oggi abbiamo un’emergenza per la carenza dei medici e infermieri negli ospedali.  Anche centinaia di medici di base, nei prossimi mesi, andranno in pensione.

Per contrastare questa deriva per difendere e promuovere  una Sanità Pubblica di qualità, solidale, gratuita e universale, chiediamo scelte di politiche alternative:       -  Centralità della prevenzione e promozione della salute in tutti gli aspetti della vita e del lavoro – Prestazioni sanitarie utili, necessarie ed efficaci accessibili a tutte e a tutti, senza vincoli di cittadinanza – Finanziamento basato sulla fiscalità generale – Protezione della sanità da logiche di mercato – Ruolo attivo delle persone nei propri percorsi di cura e nella definizione delle politiche di salute.

Sono e restano i principi generali della legge di riforma sanitaria e della nostra Costituzione: difendiamoli insieme!

 

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