STOP SFRATTI!! Il Comune di Novara assuma le proprie responsabilità!

Novara -

Qualche giorno fa su “La Stampa” ediz. Novara, è apparsa una notizia che ci ha lasciato sbigottiti per l’eco che ha avuto, per le modalità e il contenuto riportato. Un’assistente sociale del Comune di Novara, secondo quanto esposto da un responsabile del SUNIA, sindacato inquilini della CGIL, alle forze dell’ordine, essendogli stato riferito da persona direttamente interessata, consiglierebbe a persone oggetto di sfratti, per risolvere le proprie emergenze, di occupare case vuote, evidentemente disponibili.

 

A Novara, come in tantissime parti d’Italia, vengono eseguiti quasi ogni giorno sfratti, spesso per morosità incolpevole, ai danni di persone e famiglie precipitate nella grave emergenza dell’indigenza, spesso a causa della perdita del posto di lavoro o per l’acuirsi della situazione di precarietà economica e/o sociale.

 

Compito e ruolo professionale ed umano di chi svolge il delicato lavoro di assistente sociale è soprattutto quello di offrire un aiuto e una prospettiva a persone e famiglie che precipitano nella disperazione e che, spesso, non trovano risposte degne dalle istituzioni. Difendere e tutelare la dignità umana e riconoscere il diritto all’esistenza sono presupposti minimi che devono sempre essere la barra di chi svolge funzioni pubbliche…

 

Non sappiamo i particolari e le specifiche situazioni, né tantomeno ci interessa partecipare alla gara del primato della legalità, quello che però pensiamo debba essere evidenziato e portato veramente in risalto, è il problema dei problemi, ossia la difesa dei più poveri, di chi drammaticamente si trova a trovarsi senza avere risposte ai bisogni primari per avere diritto di cittadinanza.

 

Tanti sfratti vengono eseguiti e si moltiplicano giorno dopo giorno: si può davvero andare avanti così?

 

Non si può pensare che gli sfratti per morosità siano una soluzione quando il mercato immobiliare è lasciato in mano a proprietari capaci di esigere prezzi sempre più esclusivi e inarrivabili per la popolazione, mentre l’edilizia pubblica viene ridotta drasticamente sia in quantità che in qualità. Le istituzioni cittadine devono farsi carico di questa situazione, occorre un piano generale che imprima un nuovo corso alle politiche abitative in città e in regione.

 

Novara è piena di case sfitte ed è arrivato il momento di utilizzarle come patrimonio abitativo pubblico accessibile alle fasce popolari, per evitare il continuo dilagare di sfratti che aggrava giorno dopo giorno una situazione d’emergenza sempre più forte.

 

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