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TORINO, 23 LUGLIO 2010: PRESIDIO ALLA PORTA 5 DELLA FIAT

Torino -

Con l'odioso ricatto di Pomigliano è partita l'offensiva Fiat più forte degli ultimi 30 anni.  Forse ( nella testa dei suoi promotori ) quella finale, decisiva che dovrebbe mettere la parola fine al movimento organizzato dei lavoratori.

Dopo il referendum, comunque vinto da Marchionne e i sindacati collaborativi, ma non in modo eclatante come auspicato dai padroni e relativo enturage, la Fiat ha dichiarato guerra e lanciato il messaggio: nessuno si illuda, questa volta si fa sul serio. Anche nei confronti della Fiom, organizzazione che in passato ha "concertato" con le controparti, togliendo loro molte castagne dal fuoco.

Il P.D.R. (Premio di risultato) infatti, è strutturato in modo da offrire alla Fiat ogni pretesto per non pagare il dovuto ai lavoratori. I vari parametri, che mai nessuno sarà in grado di controllarare e verificare, il concetto stesso del salario variabile che oggi c'è e domani può anche non esserci si rivela ogni anno una trappola e una beffa ai danni dei lavoratori che si vedono negare sistematicamente il conguaglio di fine anno. ( Conguaglio che nei fatti è andato diminuendo di anno in anno: Si era partiti da 1200 euro per scendere a 800, poi a 600 e arrivare, infine, allo 0( zero ) di quest'anno).

 

E' doveroso ricordare che li PDR così strutturato è stato ideato da Fiat e Fim - Fiom - Uilm - Fismic.

 

In ogni caso, Fiat ha ormai deciso che è arrivato il tempo di agire senza indugi, anche senza l'approvazione della totalità delle sigle concertative, per portare fino in fondo l'attacco finale ai diritti dei lavoratori.

I licenziamenti dei militanti sindacali, intimati dalla Fiat in questi giorni, hanno questo significato e hanno colto di sorpresa la Fiom stessa.

 E  hanno colto di sorpresa anche i delegati che non erano più abituati alla lotta vera, quella che ti espone sul serio davanti al padrone e ai suoi mezzi coercitivi.

Padrone che non ha mai accettato VERAMENTE DI DOVER DISCUTERE CON I LAVORATORI DA PARI A PARI! Lotta che, occorre dirlo, NEGLI ULTIMI ANNI HA CONOSCIUTO SOLO CHI HA MILITATO NEI SINDACATI DI BASE!

Ora che la Fiom vorrebbe riprendere in mano il pallino del discorso, visto che la Fiat non la considera più indispensabile al tavolo concertativo, si trova parecchio in difficoltà. ( In fondo Fiat ne trova altri che sono disponibili alla contrattazione al ribasso e, mancando ormai da tempo la reazione dei lavoratori, conclude con chi ci sta ).  Infatti perchè i delegati, abituati da troppo tempo ormai, ai tarallucci e al vino offerti dal padrone, dovrebbero andare a cercarsi grane?

Tutto ciò ha portato ad una situazione di attacco gravissimo, dove Marchionne ha subodorato la possibilità di annichilire i lavoratori, togliendo loro tutti i diritti acquisiti  ottenendo un risultato che, oltre a portare ancora più profitti nelle tasche dei padroni, assume quasi i contorni di una vendetta gustata a freddo sui lavoratori italiani che  nel corso di un decennio di eccezionali lotte oreraie hanno costretto lor signori a cedere sulle richieste di fondamentali diritti che oggi si rischia di perdere.

A questo punto, per fortuna, è intervenuta la giusta reazione dei lavoratori che non sono ancora del tutto annichiliti come sperava Marchionne. Gli scioperi che hanno scosso la Fiat su tutto il territorio nazionale lo dimostrano ampiamente.

Come USB siamo al fianco dei lavoratori Fiat in modo incondizionato e sincero. Chiediamo insieme a loro il giusto riconoscimento salariale dovuto, magari lottando per avere in futuro contratti più seri che garantiscano aumenti certi e sicuri. Chiediamo il mantenimento dei diritti acquisiti  e il ritiro dei licenziamenti dei militanti sindacali, che riteniamo pretestuosi, infondati e di carattere vistosamente intimidatorio.

 

VENERDI' 23 /07 /2010  4 ORE DI SCIOPERO CON USCITA ANTICIPATA SU TUTTI I TURNI.

PRESIDIO ALLA PORTA 5 DALLE ORE 10.00

                                                       

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