UN ALTRO RIDER MORTO SUL LAVORO A TORINO: LA NOSTRA VITA VALE PIÙ DI UNA CONSEGNA!
Un rider di 32 anni è stato trovato morto ieri notte sulle colline di Torino, accanto alla sua bici. Un lavoratore lasciato solo, in una zona difficile, su strade ripide e pericolose, mentre faceva consegne.
È l’ennesima morte sul lavoro in questo Paese.
E non è una fatalità: la pressione degli algoritmi, i tempi imposti, la necessità di correre per non essere penalizzati e per guadagnare qualcosa in più spingono ogni giorno i rider a esporsi a rischi enormi.
Le piattaforme non possono continuare a nascondersi dietro la retorica dell’intermediazione: organizzano il lavoro, decidono tempi e modalità, e perciò devono rispondere della sicurezza.
Si lavora di notte, nel traffico, sotto la pioggia, su percorsi difficili come quelli collinari, con mezzi spesso inadeguati e senza reali tutele. Un modello che scarica tutto il rischio sui lavoratori.
USB lo denuncia da anni: il lavoro dei rider è lavoro subordinato e deve essere riconosciuto come tale. Solo così si può garantire reale sicurezza.
Non è più possibile aspettare: da mesi Glovo e Deliveroo sono sotto controllo giudiziario, ora il governo deve assumersi la responsabilità politica di tutelare i rider in ogni aspetto della sicurezza, dal salario ai diritti, fino alla dignità del lavoro.
Serve subito:
- Riconoscimento della subordinazione;
- Assunzione diretta con CCNL Logistica;
- Mezzi e dispositivi di sicurezza a carico delle aziende;
- Stop alle consegne in condizioni pericolose.
Non si può uscire per lavorare e non tornare a casa: la nostra vita vale più di una consegna!
Basta morti sul lavoro!
Slang USB Torino
Federazione del Sociale USB Torino
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