20 APRILE 2012: SCIOPERO DI 24 ORE DEL TRASPORTO PUBBLICO TORINESE

LA CURA DEL PRIVATO E’ UTILE SI, MA SOLO PER FARE AUMENTARE I COSTI GESTIONALI E I DEBITI NEI BILANCI, OLTRE CHE A PEGGIORARE LE CONDIZIONI DI LAVORO E IL SERVIZIO EROGATO

Torino -

La città di Torino sta subendo l’affronto del sindaco Fassino che, in spregio alla volontà popolare che si è espressa per la gestione pubblica delle aziende di servizio pubblico locale con il referendum del giugno 2011, ha fretta di disfarsi del 49% delle azioni da cedere ai privati.

 

 

Non gli è bastata l’esperienza di Genova dove c’è stato l’esperimento pilota nel 2005 della privatizzazione del trasporto pubblico con la vendita al privato (Transdev) del 41% delle azioni. E’ significativa la dichiarazione dell’amministratore delegato di Transdev rilasciata al Sole 24 Ore del 23 marzo 2010: “Non potete chiedere ai privati 20-30 milioni di euro di investimento per un contratto di 6 anni, senza prevedere alcuna redditività”. E questa redditività si chiama “remunerazione del capitale investito” che deve essere minimo il 7% (ma in genere si va ben oltre) come costo aggiuntivo a quelli gestionali che funzioni da incentivo perché il privato si faccia avanti.

 

 

Ora Genova, dopo la cura lacrime e sangue del privato a base di tagli dei rami secchi e peggioramento delle condizioni di lavoro con aumenti di produttività, deve fare i conti con una voragine nel bilancio aziendale AMT di oltre 35 milioni di euro, quasi raddoppiato dai 18,6 milioni di debito del 2006.

 

 

I colleghi della AMT di Genova nel 2011 hanno dovuto fare più scioperi contro la minaccia di 400 esuberi, contro la riduzione del “premio di risultato”, contro l’aumento del tempo di guida (l’azienda pretende 40 minuti in più di guida giornalieri), contro l’aumento del nastro orario lavorativo per il viaggiante, contro la minaccia di sospensione e cancellazione per due anni dei contratti integrativi, contro la riduzione dei riposi annui, contro la cassa integrazione per 100 lavoratori fissi o 500 a rotazione con perdita del 10% dello stipendio.

 

E tutto questo dopo avere subito un taglio di 177 conducenti dal 2004 al 2007 (- 10%), con aumento dei carichi di lavoro per i rimanenti, e il trasferimento forzoso degli inidonei al Comune di Genova nel 2009.

 

 

ATTENZIONE

 

 

colleghi, perché Fassino sta portando anche GTT nelle stesse condizioni facendo lo stesso passaggio attuato alla AMT di Genova. Infatti, a Genova era stata creata con una scissione una società a totale proprietà pubblica, denominata AMI, a cui conferire la proprietà degli immobili e della rete e su cui scaricare tutti i debiti e farli gravare sulla collettività, una BAD COMPANY che diventerà successivamente il modello seguito anche da ALITALIA; mentre le azioni di AMT (gestione del servizio pubblico) sono state vendute a Transdev (41%). 

 

 

Anche l’amministrazione comunale di Torino ha agito con una scissione societaria costituendo la BAD COMPANY denominata INFRA.TO a totale capitale pubblico cui conferire la proprietà della rete, degli immobili e, soprattutto, DEI DEBITI PREGRESSI ACCUMULATI CON LE BANCHE. Mentre la GTT (gestione dei servizi) verrebbe ceduta al 49% ai privati, andando oltre al fallimentare esempio del 41% di privatizzazione dato dalla AMT di Genova.

 

 

                                                                                                                                                              

 

 

ATTENZIONE

 

 

colleghi, perché a Fassino non importa erogare servizio di trasporto pubblico con un rapporto costo-qualità e quantità ottimale, che può essere ottenuto soltanto con la gestione pubblica del servizio, a lui interessa solamente “FARE CASSA” e noi lavoratori saremmo il suo BANCOMAT. Corre già insistente la “voce di corridoio” secondo la quale anche in GTT è necessario ridurre i riposi annui e abolire il “turnino anziani”, conquiste di anni di lotte sindacali, per ottenere risparmi di bilancio.

 

Non permetteremo che la smania privatizzatrice del sindaco Fassino peggiori le già critiche condizioni di lavoro dei dipendenti GTT; ci bastano i dati di bilancio aziendali per verificare che quanto è oggi già privatizzato con le esternalizzazioni costa di più ed ha una qualità inferiore al servizio interno.

 

Una sola economia si impone nella gestione di GTT ed è quella della riduzione dei mega stipendi dei dirigenti e funzionari aziendali e la loro riduzione numerica.

 

 

Nel 2010 GTT ha avuto mediamente 301 funzionari e 24 dirigenti, è li che si deve sforbiciare.

 

 

ADESSO BASTA RISANARE SULLA PELLE E SULLE TASCHE DEI LAVORATORI

ADESSO QUELLO CHE NECESSITA RIDURRE SONO GLI STIPENDI DEI DIRIGENTI AZIENDALI CHE VANNO DA 150.000 A 300.000 EURO ALL’ANNO, E’ SU QUESTO CHE SI DEVE RISPARMIARE, NON SU CHI NON ARRIVA A FINE MESE.

 

 

FASSINO, ASCOLTA LA VOCE DEI TRANVIERI:

 

1.      APPLICA LA VERA DEMOCRAZIA CHE VUOL DIRE RISPETTARE IL PRONUNCIAMENTO REFERENDARIO DEL POPOLO SOVRANO MANTENENDO LA GESTIONE PUBBLICA DEL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO NON VENDENDO LE AZIONI GTT AI PRIVATI;

2.      INTERNALIZZA I SERVIZI OGGI ESTERNALIZZATI PERCHE’ IL MIGLIORE RAPPORTO COSTO QUALITA’ SI OTTIENE CON LA GESTIONE DIRETTA;

3.      A GTT NON SERVONO 24 DIRIGENTI E 301 FUNZIONARI PER GARANTIRE IL SERVIZIO QUINDI COMINCIA A RISANARE IL BILANCIO AZIENDALE SNELLENDO LA STRUTTURA GERARCHICA.

 

 

PER OTTENERE QUESTI OBIETTIVI E DIFENDERE IL FUTURO NOSTRO E DEL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO DI TORINO E’ INDETTO LO

 

 

SCIOPERO DI 24 ORE

 

IL 20 APRILE 2012

(con rispetto delle fasce garantite)

 

CON PRESIDIO DI FRONTE AL COMUNE DI TORINO ALLE ORE 10

 

 

ATTENZIONE

 

COLLEGHI, LA PARTITA SI FA PESANTE E OCCORRE ALZARE LA TESTA PER AFFERMARE I NOSTRI DIRITTI E LA NOSTRA DIGNITA’ E PER DIFENDERE IL NOSTRO FUTURO E IL NOSTRO LAVORO.

 

FASSINO, I TRANVIERI GTT VERRANNO AL PRESIDIO A CHIEDERTI DIRETTAMENTE IMPEGNI CERTI E VINCOLANTI SULLE RICHIESTE ALLA BASE DELLO SCIOPERO

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