GIU' LE MANI DALL'INPS

Novara -

Novara ha ospitato, mercoledì 21 aprile 2010, l’assemblea regionale dei Dipendenti INPS del Piemonte sulla riorganizzazione.  L’incontro, molto partecipato, faceva parte di una serie di analoghe iniziative promosse dalla RdB in tutte le sedi (una per ogni regione) individuate dalla direzione generale dell’Ente per la sperimentazione. Molte sono, infatti, le perplessità sugli scopi e sulle modalità d’attuazione del progetto e gli interventi dei colleghi coinvolti non hanno potuto che rafforzarle:

  • la nuova organizzazione, anche a nostro giudizio,  non favorisce la resa al pubblico di un servizio efficiente - né per qualità, né per quantità – allungando i tempi medi di definizione di tutte le pratiche. Secondo Umberto Friaglia, RSU Rdb, la nuova procedura dei Flussi standardizzati di processo consente di smaltire, a parità di tempo, solo circa il 60% di quanto si era abituati a produrre con le procedure ordinarie, mentre l’unico suo pregio sembra essere quello di poter essere utilizzata senza particolari conoscenze professionali.
  • Le cosiddette attività di “Front Office”, che dovevano essere ridimensionate a vantaggio di quelle del ”Back Office”, sono invece aumentate e il personale della sede di Novara si trova, oggi, a dover gestire otto sportelli in aggiunta ai dieci già esistenti prima della fase di sperimentazione.
  • Tutto questo è stato calato sulle teste dei lavoratori, dopo oltre quindici anni di blocco del turn-over, a costo zero.

Dal nuovo disegno organizzativo i lavoratori perdono; il pubblico vede rallentare la possibilità di accedere a diritti, ma chi, invece, ci guadagna è senz’altro la multinazionale KPMG di Amsterdam, società leader sul mercato italiano delle revisioni di bilancio, delle consulenze alle imprese in materia fiscale, di outsourcing contabile e legale e di downsizing. Il suo caché per l’operazione ammonta infatti a 17 milioni di euro (che vanno a sommarsi a svariati altri "elargiti" dall'Istituto per altri progetti e/o ad altre società di management e sviluppo software - si veda, a proposito, il n. 1/2010 di "Eppure Soffia"), una cifra equivalente al reddito annuale lordo di circa 680 lavoratori. Dovunque voglia arrivare l’amministrazione dell’Ente, guarda caso, “commissariata” ormai da anni si può facilmente immaginare e in analoghe vicende di altre parti dello stato sociale si possono trovare paralleli. Così come il ministro Gelmini, col pretesto di allineare la scuola italiana a quella europea, ne ha intrapreso lo smantellamento cominciando dalle vette d’eccellenza (la scuola primaria), depauperandone le risorse, tagliando, avvilendo e denigrandone il personale; il commissario Mastrapasqua sembra accingersi allo smantellamento del sistema previdenziale svuotandolo di autonomia, orgoglio e professionalità. A cercare di svuotarlo anche dei lavoratori sembra prometterlo il Ministro Brunetta, il cui famigerato decreto 150 entrerà in vigore con la prossima tornata contrattuale.

I lavoratori dell’INPS di Novara, con quelli di tutta la regione, hanno dichiarato a chiare lettere di non poter accettare queste condizioni e queste prospettive; su loro mandato questa organizzazione sindacale è disponibile,  fin da subito, ad indire lo  stato di agitazione in tutte le sedi  INPS del Piemonte.

Dal fondo di questa pagina sono disponibili per il download, nel formato di Acrobat:

  • il volantino predisposto dalla RSU-INPS di Novara per la distribuzione interna;
  •  un appello ai cittadini della RSU-INPS di Novara.
  • il n. 1/2010 di "Eppure Soffia".