SCIOPERANO, IL 6 GIUGNO, I LAVORATORI INPS DI TORINO

Torino -

Si parla continuamente della necessità di contenere gli sprechi nella cosa pubblica, ma non ci si accorda su quale significato debba essere attribuito alla parola “spreco”. Così, nel corso di trasmissioni televisive come EXIT dell’emittente LA7, si mettono in ridicolo le richieste - avanzate da questa organizzazione sindacale - di aumenti salariali dell’ordine di 300 euro al mese, a parziale recupero dei circa 4500 euro che – secondo le statistiche – risulta essere la perdita salariale media annua degli ultimi dieci anni di un lavoratore pubblico, ma si tace dei veri sprechi. Uno autentico lo abbiamo documentato all’INPS di Torino, dove da circa 4 anni, i lavoratori sperimentano sulla propria pelle la suddivisione delle competenze territoriali in piccole agenzie, secondo un modello che dovrebbe portare i servizi dell’Istituto quasi sulla porta di casa del cliente… Ma sentite cosa è accaduto, per esempio, con l’apertura della nuova agenzia di Stura. Citiamo testualmente da un documento (integralmente scaricabile nel formato di Acrobat dal fondo di questa pagina) prodotto dalla RSU della sede di Torino-Nord:

 

Recentemente è stata aperta l’agenzia di Stura per rendere più capillare la diffusione sul territorio… Peccato si trovi a 50mt. da Torino Nord con cui condivide il parcheggio, sia costituita da personale per 3/4 proveniente dalla sede attigua e costi denaro all’amministrazione.

Malgrado l’INAIL con cui “convive” abbia concesso un affitto definito simbolico di 33.000,00 €. l’anno, i costi lieviteranno per la guardiania (22 €. l’ora + IVA), per la gestione ed i canoni delle utenze fino a superare probabilmente i 100.000,00 €. La sede, a costo zero, avrebbe ampiamente potuto provvedere all’ospitalità e i soldi avrebbero potuto essere assai meglio utilizzati. Pagare le mansioni a chi le fa ad esempio …

Curioso poi che l’agenzia disponga di guardia armata in uno stabile presidiato da un portiere mentre il personale del Punto di Settimo sia completamente esposto ad ogni rischio, con anche la responsabilità di aprire e chiudere la sede. Due pesi e due misure?

 

Si punta il dito contro i cosiddetti “fannulloni” con lo scopo dichiarato di colpirne uno per educarne 100, ma che tipo di “educazione” bisognerebbe impartire a una classe dirigente capace di cotanto spreco?

…E chi sono i veri fannulloni?

Il 15 maggio scorso, in una lettera (che riproduciamo integralmente) indirizzata alle principali testate giornalistiche, l’Ispettore Riccardo Fornengo di Torino Nord provava a rispondere a questa domanda:

 

Ho appreso, con un certo stato d’animo, del primo accordo bipartisan del nuovo governo tra i ministri Brunetta/Inchino per cacciare i nullafacenti dalla Pubblica Amministrazione.

Ora, a parte l’uso di frasi tipiche delle B.R. (colpirne uno per educarne cento) mi fa pensare ciò che ha riferito il min. Brunetta e cioè che le leggi esistono (quindi esistevano già nei cinque anni di
governo Berlusconi) e  basta applicarle.

Benissimo, se queste persone vogliono essere credibili, ci spieghino perché, un assenteista cronico come il sig. SGARBI, condannato dalla Cassazione a 6 mesi e 10 gg di carcere e 700.000 lire di multa il 12 luglio 1996 per le sue croniche assenze dal lavoro alla Sopraintendenza, non sia ancora stato licenziato.

Colpire lui ne educherebbe mille.

 

Abbiamo voluto documentare l’assurdità della situazione logistica dell’agenzia di Stura con un paio di filmati scaricabili, nel formato di Windows Media Player, dal fondo di questa pagina, ma altri esempi della strategia che si sta sperimentando a Torino si trovano nella sede centrale di via XX Settembre, dove il decentramento metropolitano ha portato all’”accentramento” di numerose agenzie nel medesimo stabile, con l’unico risultato di indurre nel cliente – perso in una jungla di cartelli indicatori – una condizione di totale spaesamento. Quanto al personale, la sua situazione è ben rappresentata da un documento della RSU metropolitana (disponibile per il download dal fondo di questa pagina) che chiama tutti i lavoratori a uno sciopero di due ore per la giornata del 6 giugno.